Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare d’intelligenza artificiale, ma di cosa si tratta?


L’intelligenza Artificiale (IA) è una tecnologia che si occupa di creare sistemi informatici capaci di svolgere compiti che richiederebbero l’intelligenza umana (riconoscimento vocale, comprensione del linguaggio,visione artificiale), oppure mostrare capacità umane (apprendimento, pianificazione, ragionamento). Questo strumento si basa su sistemi tecnologici, come il machine learning, ovvero l’apprendimento automatico, con cui i sistemi informatici apprendono dai dati inseriti dagli utenti e migliorano le loro prestazioni nel tempo senza un intervento diretto dell’essere umano.
 In questo modo i sistemi informatici “imparano” grazie ai feedback e ai dati immessi dagli utenti, sollevando però non poche preoccupazioni sotto il punto di vista della privacy degli utenti, questo sistema di apprendimento. 
Infatti molti sistemi di IA che utilizzano il machine learning richiedono l’accesso ai dati personali per potersi addestrare e migliorare le loro prestazioni (come ad esempio dati sulla geolocalizzazione, dati biometrici, o dati comportamentali): questi dati, però, possono essere raccolti non in modo trasparente, con il rischio che gli utenti non siano pienamente consapevoli di come le loro informazioni possano essere utilizzate e condivise.


Un caso specifico, ha visto coinvolta una grande azienda sviluppatrice di un noto software di intelligenza artificiale generativa, sanzionata dal Garante della Privacy per 15 milioni di euro e alla realizzazione di una campagna informativa istituzionale di 6 mesi per promuovere la comprensione e la consapevolezza del pubblico sul funzionamento del software.
 Non solo: un altro problema ravvisabile, a cui probabilmente non è stato dato giusto risalto, è quello ecologico. Infatti, i software di intelligenza artificiale generativa richiedono centri dati molto grandi che consumano enormi quantità di energia elettrica, oltre alle enormi quantità d’acqua che servono per raffreddare i server.


E’ pensabile però, a fronte dei molti rischi e problemi, che l’IA potrebbe apportare alla vita dei cittadini, e non solo, anche grandi benefici: l’intelligenza Artificiale, infatti, non solo potrebbe significare la possibilità di poter avere beni e servizi personalizzati, più economici e più resistenti, ma sarebbe un ottima alleata per avere anche servizi sociali più efficienti, veloci, garantendo al cittadino la semplificazione di macchinose procedure burocratiche ed una maggiore ottimizzazione delle risorse.
 Ovviamente questa è una materia che dovrà essere ben regolata dal legislatore, per far si che i rischi, strettamente legati a questa tecnologia, non si possano concretizzare.
Qualcosa si è già cominciato a fare. L’UE, infatti, nel 2024 ha approvato la prima legge al mondo che regola in modo trasversale la materia. Tra gli obiettivi del c.d. “AI ACT” c’è quello di creare un mercato unico per l’IA, ma non solo, anche quello di prevenire, o quantomeno mitigare, quelli che sono i rischi sulla salute, dignità, sicurezza e autonomia delle persone, e creare maggiore fiducia assicurando che tali sistemi siano affidabili, trasparenti e che rispettino i principi fondamentali dell’UE.


Quello dell’implementazione della IA nella vita di tutti i giorni è un argomento sicuramente molto dibattuto, che lascia spazio anche ad “affascinanti” visioni futuristiche e distopiche del nostro prossimo futuro.
 Sicuramente dovremo ripensare alla nostra società, poiché l’utilizzo massivo delle intelligenze artificiali ci dovrà far riflettere sul mondo che stiamo creando. Questa tecnologia, ad esempio, avrà un grande impatto sul mondo del lavoro, che si propagherà come un’onda d’urto su tutti gli aspetti della vita. La sfida futura sarà quella di rendere l’IA un beneficio per tutti e non solo per una determinata classe sociale, facendo ricadere eventuali rischi sulle fasce più deboli della società.
 In un mondo creato sulle disuguaglianze, bisogna stare più attenti a non far diventare le visioni distopiche di alcuni, delle realtà per molti.

Articolo relativo al progetto “Rete inclusiva di facilitazione digitale in Emilia-Romagna”

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