La crescente digitalizzazione dei servizi pubblici e la maggior facilità di accesso ad internet, pone un ragionamento di tipo sociale non indifferente: in un mondo sempre più digitalizzato, è necessario che tutti possano essere nelle condizioni adatte per poter usufruire dei servizi offerti. Questa passaggio deve avvenire senza difficoltà e deve evitare che determinati soggetti restino esclusi, sia per problemi economici sia per problemi legati alla difficoltà di accettare l’evoluzione digitale.
Secondo i più recenti dati ISTAT solo il 46% degli italiani ha competenze digitali di base e, almeno il 24% della popolazione, invece, non ha mai utilizzato internet. Inoltre, nel 2023, l’84% delle famiglie Italiane (senza tener conto dell’età dei componenti) dispongono di un accesso internet. Da questo dato generale, si può capire come il divario generale varia in base a diversi fattori:
1) alla regione di appartenenza: ad esempio, la regione con la situazione migliore è la Lombardia con l’86,8% di famiglie con accesso ad Internet, invece, la peggiore, è la Calabria con il 74,7%.;
2) al comune di residenza: infatti si evince dai dati ISTAT che nelle aree metropolitane il tasso di connessione supera la media nazionale, con l’88,3%, mentre nei comuni con meno di 2 mila abitanti questo dato si abbassa arrivando al 76,9%;
3) all’età dei componenti delle famiglie, alla situazione economica e sociale di queste: nelle famiglie composte da soli anziani, c’è una minore diffusione, solo 53,4% dispone di un accesso a fronte del 98,6% di quelle in cui è presente almeno un minore e del 93,6% di quelle senza minori ma i cui componenti non siano solo anziani.
Inoltre, anche il titolo di studio influisce su questa statistica: il 97,8% delle famiglie con almeno un componente laureato accede a Internet da casa, rispetto al 59,8% di quelle in cui il titolo di studio più elevato è al massimo la licenza media; mentre il 29,8% delle famiglie che dichiarano di non aver un accesso ad internet, non lo hanno per motivi economici, in particolare per gli elevati costi degli strumenti e delle connessioni.
Pertanto, nell’ottica di una massiccia digitalizzazione soprattutto dei servizi pubblici, è necessario cercare un modo con cui si possa dare la possibilità a tutti, senza distinzione alcuna, di avere le capacità ed i mezzi per poter accedere ai nuovi servizi digitali. Un esempio è l’iniziativa nazionale, coordinata dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri “Repubblica Digitale”, che ha come obiettivo proprio quello di diminuire il digital divide, promuovendo l’educazione sulle tecnologie digitali per sostenere una maggior inclusione digitale.
Articolo relativo al progetto “Rete inclusiva di facilitazione digitale in Emilia-Romagna”